Figlio di Maya ti nascondi nella luce, e nell'ombra trasmuti la luce che ti affida il sole. Ti cerco perchè so che mi aspetti, paziente Mercurio, mentre un cielo artificiale di bauxite chiude lo spiraglio vibrazionale alle anime pavide.
Quelle stesse anime che ieri guardarono troppo in basso per lodare Giove tuo padre che sul naviglio d'argento solcava i mari sensuali di Venere.
Quale piacere riscoprire la bellezza del significante, che nulla cede al moltiplicarsi dei significati.
L'uomo insegue tutta la vita la consapevolezza dimenticata del bambino, che non trova le parole non perchè non sa abbastanza, ma perchè ciò che sa è inspiegabile per Grazia Divina.
Il bambino non posa il capo, non si accontenta di una vista sublime che ti ipnotizza e ti distoglie lo sguardo da oriente, dove Marte è già sorto e ti sprona alla battaglia perpetua.
E allora avanti Hermes, continua il tuo viaggio nel circolo degli specchi, troverai un bimbo armato di spada sotto il sole di mezzanotte, percorrere la via del ricordo, e del ritorno.
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