l'auto di mia moglie ha, da mesi, l'aria condizionata scarica, e allora
abbassare la spada mi è sembrato desiderabile... e mi ha fregato di nuovo!
No, non mia moglie. Lei è prossimo del mio prossimo, è casa sulla roccia.
Mi ha fregato lui: il sinistro destro, il topolino, il doppiatore disonesto,
l'inseparabile clandestino. Lui che non mi ama, e per questo devo amarlo.
Doverlo amare non è un prolema, non più. E' il sublime volere, che si concede con più parsimonia.
E intanto lui entra, come l'aria torrida che mi riempie i polmoni, e la mente. In un attimo rivivo quell'angoscia, quel subdolo inganno, il cui odore di morte mi riporta, d'istinto ancestrale, sulla duna.
Ed è subito musica, colori, e quel sorriso che ti cambia la faccia, mentre rapito contempli l'eterno libro. Un semaforo rosso fissa il mio sguardo su un erbaccia che ha attraversato l'asfalto, di un verde che rende immaginabile la tavola di smeraldo, mentre, da un dove che non so:
"la vacanza è andata bene. Certo il viaggio è stato un pò un massacro,
in aereo fino a Palermo e da li' in pullman. L'aeroporto di Trapani purtroppo è militarizzato, sai per quella storia di coso, li'...di Gheddafi.
A parte questa menata, tutto bene."
Mi volto e lo cerco, perchè sulla duna c'è solo lui con me. Sta alzando la fiamma dell'atanor, adesso sorride, o almeno ghigna.
Sento che non sa amare, e per un istante sento la volontà, l'immeritata gioia di un amore non corrisposto.
vocedi1