Se il tempo esistesse dovrei dire "scusate il ritardo". In effetti ho passato molto cosiddetto tempo ad abbeverarmi alla vostra fonte, amici complottisti, ermetisti, ermetici, massoni, antimassoni, alchimisti, catari, esicasti e quanto altro la sincronicità dell'addestramento mi abbia donato.Ho tratto grande giovamento dalla vostra acqua e, se il vostro viaggio vi portasse alla mia tenda, sarà mia cura non farmi trovare senza bisaccia. Non possiedo e non mi serve nulla, ma soprattutto non so nulla. Ho solo il compito di raccontare ciò che vedo.

A quelli che si imbattessero in questa duna posso dire solo : Pace a questa casa.

E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo.
Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si
innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.



lunedì 27 febbraio 2012

A RIVEDER LE STELLE

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Figlio di Maya ti nascondi nella luce, e nell'ombra trasmuti la luce che ti affida il sole. Ti cerco perchè so che mi aspetti, paziente Mercurio, mentre un cielo artificiale di bauxite chiude lo spiraglio vibrazionale alle anime pavide.
Quelle stesse anime che ieri guardarono troppo in basso per lodare Giove tuo padre che sul naviglio d'argento solcava i mari sensuali di Venere.

giovelunavenus

Quale piacere riscoprire la bellezza del significante, che nulla cede al moltiplicarsi dei significati.
L'uomo insegue tutta la vita la consapevolezza dimenticata del bambino, che non trova le parole non perchè non sa abbastanza, ma perchè ciò che sa è inspiegabile per Grazia Divina.
Il bambino non posa il capo, non si accontenta di una vista sublime che ti ipnotizza e ti distoglie lo sguardo da oriente, dove Marte è già sorto e ti sprona alla battaglia perpetua.

mars

E allora avanti Hermes, continua il tuo viaggio nel circolo degli specchi, troverai un bimbo armato di spada sotto il sole di mezzanotte, percorrere la via del ricordo, e del ritorno.

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venerdì 24 febbraio 2012

BRICIOLE DI PANE

Quando una persona che amiamo se ne va, sperimentiamo una rarissima sensazione di vuoto, veniamo catapultati nel deserto spirituale. L'istinto animale ci spinge a riempire quel vuoto che ci spaventa con pianti, fotografie, ricordi inutili, rumori che sporcano il silenzio che ci è donato senza nessun merito.
Così facendo crediamo di lenire il dolore, ma l'unica cosa che facciamo è eliminare definitivamente quella persona dalla nostra vita, la facciamo morire di nuovo, inutilmente. Continuiamo a dichiarare amore per chi se n'è andato, ma lo facciamo da egoisti, per essere consolati, per usurpare l'attenzione altrui...
oppure restiamo in silenzio, attraversiamo il deserto con la certezza che chi è altrove contraccambia il nostro amore, e farà tutto il possibile per farcelo sapere. Allora aspettiamo ogni impercettibile segno che ci indichi la strada, in silenzio, senza fretta perchè non puoi sapere nemmeno se il tempo esiste, di là.
Così facendo cominciamo a notare delle briciole, e ci ricordiamo delle favole che ci invitano a seguirle... cominciamo a sentire che le favole sono qualcosa di più reale di quanto ci abbiano detto...le briciole diventano numeri, nomi, colori, le favole richiamano i miti.
Tutto si azzera e si ricostruisce con regole nuove, le regole eterne di una creazione finalmente familiare.
Smetti di chiederti cosa pensano gli altri di te perchè adesso sei, e tutto ciò che desideri è incontrare un viandante che cerchi la strada, per dividere le tue briciole con lui.

E' la contemplazione.

mercoledì 22 febbraio 2012

POLVERE RITORNERAI

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Matteo, cap.10

7Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.
8Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
9Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture,
10né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
11In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
12Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.
13Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi.
14Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi.
15In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città.
16Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
17Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;

versetti 7-17

martedì 21 febbraio 2012

VERBO ATTRAVERSO UN BURQA

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Trascrivo l'intervista ad una Beduina Omanita andata in tv non importa dove, non importa quando. Profondamente toccante in tre ottave.

"Mi piacciono il vento, gli spazi aperti sconfinati, e le dune. Da qui si scopre il deserto per com'è: dune fino all'orizzonte. Nessuno può disturbare il panorama.
Questo è il mio gregge di capre. Io le proteggo dai ladri e dalle auto mandandole tra le dune. Ogni mattina vado tra le dune a vedere come stanno, le nutro e poi le mungo. Alla sera le nutro di nuovo, ed aiuto le piccole a nutrirsi dalle loro madri.
Amo le mie capre, sono come figli, sono parte della mia vita, la parte migliore.
Sono grata alle mie capre, perchè grazie a loro guadagno i soldi con cui compro l'acqua e ciò che mi serve.
E' la mia vita, ciò che faccio da mattina a sera: mi prendo cura delle capre. Quando ho del tempo libero intreccio tappeti, o cucino. Così passa la mia vita, Grazie a Dio.
A volte viene qualcuno dalla città per godersi l'aria pura e la bellezza del deserto.
Sono felice nel deserto. La vita è sempre calma, non ci sono rumori, nulla ci disturba. Posso pregare, posso riposare, vivo giorno per giorno.
E' qui che voglio vivere per tutta la vita.
E' qui che voglio morire".

Qualcosa da aggiungere?

domenica 19 febbraio 2012

SEMPLICI COME COLOMBE

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Questo è ciò che mi passava per la mente ascoltando il secondo intervento di Celentano a Sanremo :"siate semplici come colombe".
Per molti esoteristi colti il solo fatto di guardare la tv è disdicevole, per molti musicisti colti il solo fatto di guardare Sanremo è disdicevole.
Allora mi viene in mente che io non sono nè l'uno nè l'altro, quindi mi sento libero di lanciarmi in una modesta esegesi di quello che ho visto, del resto il destino sincronico mi ha fatto incarnare in un cronista, e non sarò io ad oppormi al mio compito.
Ciò che ho visto ieri sera è la materializzazione archetipica del frattale universale, la chiamata per le vergini savie che è trappola per le vergini stolte.
Ciò che ha detto Adriano è innegabilmente semplice dal punto di vista lessicale e concettuale, e questo consente a tutti di ricevere il messaggio: impeccabile ecumenismo e rispetto per tutti, ogni aggiunta è stucchevole e superflua.
Il contenuto del messaggio è naturalmente multistrato, ed ognuno deve essere libero di interpretarlo con i mezzi che gli sono stati dati, questo Celentano lo sapeva già, ed ha seminato. Ma è scritto che il seme cade sulla strada, sulle rocce, tra i rovi e sulla terra buona (meglio Vergine), e quindi succede che non si commenti il merito del monologo, ma l'opportunità di farlo su quel palco, a quelle cifre... la trappola funziona, l'attenzione è stata deviata, l'olio delle vergini si esaurisce senza frutto... per la metà delle stesse.
Ciò che ho imparato dall'intervento di Celentano riguarda il mio universo, non è utile a nessuno, ma credo sia interessante trovare qualche analogia che ci ricordi il frattale in cui ci troviamo, ma non fidatevi perchè serve anche la prudenza dei serpenti.

OGGI
Qualcuno (SPONTANEAMENTE?) fischia e grida basta.
SEMPRE
Ma i capi dei sacerdoti incitavano il popolo a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba.
OGGI
Rispetto l'artista ma se voglio il catechismo lo ascolto dai preti.
SEMPRE
Non è costui il figlio del falegname? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
OGGI
Non è giusto usare la tv e i soldi pubblici per parlare di cose private(!) tipo Dio o l'aldilà.
SEMPRE
Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui.

Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.

Ciao Ragazzi, ciao.

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martedì 14 febbraio 2012

SAN VALENTINO

Non è prudente addentrarsi nei simboli. Non se ti piace essere capito, perlomeno. Nel mondo dei simboli ci si sente, non ci si capisce, al massimo si simpatizza... e non è niente male.
E poi si comincia a fare associazioni strane, trasversali, che quando le racconti ti consigliano di farti un bel weekend in montagna, così torni come nuovo...come loro.
Ad esempio poche ore fa era il 14 febbraio, e la parte acquea di me gioiva nel sentirsi innamorata dell'unica sposa possibile:"Terra 40"... sembra il nome di un profumo, ed infatti profuma di dono, famiglia e amante che porta sulla terra il fuoco. Ma nelle bilocazioni l'acqua chiama l'aria, e allora il 14 febbraio mi narra anche di amori quintessenziali, di sincronicità.
14 è un numero civico
14 è un giorno di nascita
14 è adesso
14 è 2 volte 7
14 per 3 sono le generazioni da David a Gesù secondo Matteo, più gli anni che hanno preceduto la Sua vita pubblica fa 72
14 sono due ottave
14 è la temperanza
14 è l'alchimista
lascia stare i simboli, se ti interessa essere capito
seguili se ti interessa conoscerti.
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